"Vedi Niccolò, la gente non è il mestiere che fa, o i vestiti che porta, le scarpe che mette, la roba che ha. E per questo non mi riconosco in questa società: per me contano i dischi, i bagni nel mare, l’umanità."

I Cani (via tuttosommatofadueioete)

Voglio qualcuno che faccia diventare il monologo della mia anima un dialogo, il mio assolo un passo a due, le mie parole una canzone.

Io l’ho trovato finalmente

(Source: 12settembre)

Evitate pure di leggere

Preferisco scrivere i miei pensieri sulla carta anziché su un blog ma queste ore insonni mi fanno desistere dall’alzarmi dal letto, Non mi lascerò fermare dal sonno che appesantisce le mie palpebre, sarebbe un sonno agitato, come quello che ho ultimamente. Dubito che qualcuno leggerà mai ciò che scrivo ma tanto meglio, non so cosa potrebbe pensare o se mi potrebbe capire, ma soprattutto non dirò assolutamente niente in queste righe, dirò solo quel che ho voglia di dire, magari senza un nesso logico, devo svuotarmi. La città è muta,se non per le macchine che passano sulla strada ogni 5 secondi, chissà chi è il guidatore, chissà se gli è mai capitato di pensare un sacco di cose brutte in contemporanea, dì un po’ guidatore notturno, sai che ho mille problemi? Nel senso non riesco ad uscire dal mio cervello, ci sono rinchiusa perdindirindio, che fare? Lo sai guidatore che non mi vedo in un futuro? Ti riesci a immaginare vecchio? Con un lavoro? Dei figli? Io no, ho come la sensazione che morirò giovane, che non potrò godermi la vita, qualcosa mi troncherà prima e tutte le cose che ho pensato andranno a farsi fottere, sai ho una paura assurda della morte, almeno di quella dei miei cari, vorrei almeno che morissimo tutti insieme per non soffrire troppo. La scuola è troppo troppo pesante, non riesco a fare molto altro invece vorrei girare, fotografare, conoscere mille genti diverse ma non ho tempo, eppure in 43 minuti sono riuscita a pensare un sacco di cose, ma quando si tratta di fare è un altra storia.. Sai che proprio non riesco ad uscirci da qui? Manco riesco a stare con le persone, penso sempre male male male mi vogliono fare del male? Beh per ale è diverso, lui mi salva ma quando non ci sarà piú? C’era una ragazza che mi scriveva qua su tumblr, mi piaceva così tanto parlare con lei, non trovo più il suo blog, voglio sapere se sta bene, come mai non c’è più ma non posso.

"Manca qualcosa, Qualcuno."

(via lultimafrontieradelpronomenoi)

enivrez-voussanscesse:

Maddie on things

http://maddieonthings.com

Merry Xmas

(via emilybaudelaire)

deliriousmofo:

deliriousmofo.tumblr.com

deliriousmofo:

deliriousmofo.tumblr.com

theendwego:

Every. Single. Night.

theendwego:

Every. Single. Night.

hogiavistoilparadiso:

fottutadistanzadimerda-282km:

moltoforteincredibilmentefragile:

arriverailmiotempo:

si-ricomincia:

vivoinunmarediguai:

ragazza-in-fiamme:

Lei si chiama Francesca.Aveva 16 anni, faceva il terzo anno del liceo linguistico ‘L. Da Vinci’ della mia città.Non sapevo tutto di lei, forse non dovrei nemmeno essere io quella a dover scrivere qui, ma la sua storia la conoscevo. Era simile alla mia. Con le lacrime agli occhi, quindi, ve ne parlo.Era una Lovatics. Non so se si scrive in questo modo ma comunque, era una grandissima fan di Demi Lovato. Andò anche ad un suo concerto, realizzando il suo sogno: vederla. Mi raccontò di come le tocco le sue cicatrici, dal palco e di come questo la rese immensamente felice.Si, cicatrici. Era un’autolesionista. Come me. L’ho scoperto solo l’anno scorso, tramite un’altra persona. Non potevo stare in silenzio, volevo parlarle e vedere se riuscivo a cambiare la sua situazione, siccome non riuscivo a cambiare la mia. Quando le scoprii le braccia, i suoi tagli erano già cicatrizzati, ma si potevano intravedere. Mi chiese di non dirlo a nessuno e io non lo feci. Era un segreto tra me, lei e qualunque altra persona di cui lei si fidava, a me andava bene.Sua madre la trattava male. Ora non so precisamente quanto costantemente e in che modo, ma non dimenticherò mai quando mi disse piangendo che non voleva tornare a casa perché aveva studiato tutto il giorno ed aveva preso un misero 4 in matematica. Sua madre l’avrebbe uccisa, mi disse. Così le diedi un passaggio a casa. Sapete che fece? Si asciugò le lacrime, sorrise a mia madre e tornò a casa.Qualunque cosa abbia sopportato quel giorno, non l’ha mai detto a nessuno. E’ andata avanti, da sola.Perché questo credeva di essere: sola. Non lo era. Solo che se ci fossimo accorti prima, oddio, se solo noi sue amiche ci fossimo accorte prima di quello che aveva da dire, di come stava veramente, ora sarebbe qui con noi. Le piacevano le ragazze. Una in particolare, di nome Martina, che oggi era seduta vicino a me. Io lo sapevo, lei no. Eppure erano molto legate. Erano uscite insieme qualche volta, ma per Marti, era solo amicizia. Per Frà, molto di più.Alle medie soffrì di bullismo. Il suo profilo Ask.fm era pieno di insulti e lei affrontava tutto questo ogni giorno.Sorrideva sempre. A tutti. E guardate che bel sorriso! Ma riuscite a vederla anche voi la tristezza nei suoi occhi?Ieri non ce l’ha fatta più. Ha inviato un messaggio d’addio a tutte le sue migliori amiche, ha aperto il balcone di casa e si è buttata.Non è più con noi.Frà scusami. Mi dispiace non essermene accorta prima o comunque, averlo fatto, ma non essermi sforzata per poter cambiare le cose. Farò di tutto perché nessuno si dimentichi di te, anche se è troppo tardi.Ti volevo bene. Mi dispiace non avertelo detto prima.Mi mancherai. Mi tenevi sempre compagnia nell’autobus, con le tue cuffiette rosa confetto e mi parlavi della scuola, di Demi, di tutto ciò che volevi. Ma io ero troppo distratta. Non me lo perdonerò mai.Questo è un messaggio per tutti voi. Non fate il mio stesso errore. State vicino a chiunque soffra, vi prego. Prima sia troppo tardi.Riposa in pace Francesca. Sei il mio angelo.

Piango.

Oh mio dio..

Cuore in frantumi.

Mammamia.

Oh mamma mia!

Riposa in pace piccola anima, siamo con te.

hogiavistoilparadiso:

fottutadistanzadimerda-282km:

moltoforteincredibilmentefragile:

arriverailmiotempo:

si-ricomincia:

vivoinunmarediguai:

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Lei si chiama Francesca.
Aveva 16 anni, faceva il terzo anno del liceo linguistico ‘L. Da Vinci’ della mia città.
Non sapevo tutto di lei, forse non dovrei nemmeno essere io quella a dover scrivere qui, ma la sua storia la conoscevo. Era simile alla mia. Con le lacrime agli occhi, quindi, ve ne parlo.
Era una Lovatics. Non so se si scrive in questo modo ma comunque, era una grandissima fan di Demi Lovato. Andò anche ad un suo concerto, realizzando il suo sogno: vederla. Mi raccontò di come le tocco le sue cicatrici, dal palco e di come questo la rese immensamente felice.
Si, cicatrici. Era un’autolesionista. Come me. L’ho scoperto solo l’anno scorso, tramite un’altra persona. Non potevo stare in silenzio, volevo parlarle e vedere se riuscivo a cambiare la sua situazione, siccome non riuscivo a cambiare la mia. Quando le scoprii le braccia, i suoi tagli erano già cicatrizzati, ma si potevano intravedere. Mi chiese di non dirlo a nessuno e io non lo feci. Era un segreto tra me, lei e qualunque altra persona di cui lei si fidava, a me andava bene.
Sua madre la trattava male. Ora non so precisamente quanto costantemente e in che modo, ma non dimenticherò mai quando mi disse piangendo che non voleva tornare a casa perché aveva studiato tutto il giorno ed aveva preso un misero 4 in matematica. Sua madre l’avrebbe uccisa, mi disse. Così le diedi un passaggio a casa. Sapete che fece? Si asciugò le lacrime, sorrise a mia madre e tornò a casa.
Qualunque cosa abbia sopportato quel giorno, non l’ha mai detto a nessuno. E’ andata avanti, da sola.
Perché questo credeva di essere: sola. 
Non lo era. Solo che se ci fossimo accorti prima, oddio, se solo noi sue amiche ci fossimo accorte prima di quello che aveva da dire, di come stava veramente, ora sarebbe qui con noi. Le piacevano le ragazze. Una in particolare, di nome Martina, che oggi era seduta vicino a me. Io lo sapevo, lei no. Eppure erano molto legate. Erano uscite insieme qualche volta, ma per Marti, era solo amicizia. Per Frà, molto di più.
Alle medie soffrì di bullismo. Il suo profilo Ask.fm era pieno di insulti e lei affrontava tutto questo ogni giorno.
Sorrideva sempre. A tutti. E guardate che bel sorriso! Ma riuscite a vederla anche voi la tristezza nei suoi occhi?
Ieri non ce l’ha fatta più. Ha inviato un messaggio d’addio a tutte le sue migliori amiche, ha aperto il balcone di casa e si è buttata.
Non è più con noi.
Frà scusami. Mi dispiace non essermene accorta prima o comunque, averlo fatto, ma non essermi sforzata per poter cambiare le cose. Farò di tutto perché nessuno si dimentichi di te, anche se è troppo tardi.
Ti volevo bene. Mi dispiace non avertelo detto prima.
Mi mancherai. Mi tenevi sempre compagnia nell’autobus, con le tue cuffiette rosa confetto e mi parlavi della scuola, di Demi, di tutto ciò che volevi. Ma io ero troppo distratta. Non me lo perdonerò mai.

Questo è un messaggio per tutti voi. Non fate il mio stesso errore. State vicino a chiunque soffra, vi prego. Prima sia troppo tardi.

Riposa in pace Francesca. Sei il mio angelo.

Piango.

Oh mio dio..

Cuore in frantumi.

Mammamia.

Oh mamma mia!

Riposa in pace piccola anima, siamo con te.

(via bellanonsignificafelice)

"Ordinary life does not interest me. I seek only the high moments. I am in accord with the surrealists, searching for the marvelous."

Anaïs Nin (via serioussurrealist)